Disoccupazione

In breve:

  • Una persona si dice disoccupata quando è attivamente in cerca di lavoro.
  • La disoccupazione giovanile è relativa alla popolazione fra i 15 e i 24 anni, ed è particolarmente alta in Italia.
  • I due tipi principali di disoccupazione sono frizionale e strutturale.

Cos’è la disoccupazione?

Una persona si dice disoccupata quando è in età da lavoro ed è attivamente in cerca di lavoro. Sia le persone che hanno perso il proprio lavoro, sia coloro in cerca di prima occupazione (anche detti inoccupati) fanno dunque parte di questa categoria.

Ipotizziamo che Mario, impiegato in una piccola azienda, perda il proprio lavoro nel mese di giugno. Mario decide di godersi l’estate senza pensare al proprio lavoro, poi a settembre aggiorna il proprio curriculum, trascorre alcune ore al giorno su LinkedIn, va a svariati colloqui, e nel mese di novembre inizia il suo nuovo lavoro. Mentre Mario è rimasto senza lavoro per ben quattro mesi, tecnicamente viene considerato un disoccupato solamente per i mesi di settembre ed ottobre, in quanto durante l’estate non era attivamente in cerca di occupazione.

La disoccupazione in Italia e nel mondo

In Italia, a dicembre 2019, il tasso di disoccupazione era pari al circa il 10%. Una situazione ben più grave di quella rilevata in Europa (6%) e negli Stati Uniti (3,5%). In particolare, la disoccupazione giovanile (relativa alla popolazione italiana fra i 15 e i 24 anni) è estremamente elevata e pari a circa il 29%.

La disoccupazione in Italia ed in Europa è aumentata moltissimo rispetto agli anni ’60. Ciò è probabilmente dovuto a questi tre fattori:

  • Generose indennità di disoccupazione;
  • Mancanza di flessibilità del mercato del lavoro;
  • Diminuzione della domanda di lavoro poco qualificato, ad esempio a causa dell’automazione dei processi industriali.

I diversi tipi di disoccupazione

Esistono quattro tipi di disoccupazione.

  • La disoccupazione frizionale è causata dal tempo necessario per trovare una nuova occupazione, ed è inevitabile.
  • La disoccupazione strutturale è causata dall’assenza di corrispondenza tra domanda e offerta di lavoro.
  • La disoccupazione stagionale, ad esempio in ambito turistico.
  • La disoccupazione ciclica, legata a motivi macroeconomici (come ad esempio una recessione).

Gli economisti spesso concentrano i propri sforzi nell’analisi della disoccupazione strutturale, perché essa può essere influenzata agendo sulla rigidità dei salari. La rigidità dei salari è la loro incapacità di aggiustarsi istantaneamente, eguagliando domanda ed offerta. I salari minimi e l’eccessivo potere dei sindacati vengono spesso additati come cause di questo irrigidimento. Esiste anche una terza teoria, cosiddetta teoria del salario di efficienza, secondo cui salari elevati aumentano la produttività, quindi anche se la domanda di lavoro è elevata (e le aziende potrebbero abbassare i salari), le conseguenti perdite di produttività fanno sì che ciò non avvenga e che dunque la disoccupazione struttale non scenda.

Ti potrebbero interessare anche: