Pensionati italiani in Portogallo: come fare?

Pensionati italiani in Portogallo

Negli ultimi anni, migliaia di pensionati italiani hanno deciso di fare le valigie e lasciare il Belpaese alla ricerca di una meta con una tassazione ed un costo della vita inferiori.

Tra queste mete, il Portogallo è una delle più gettonate grazie ad un regime fiscale agevolato per i pensionati stranieri. Il bel clima, il basso costo della vita e la sua cultura simile a quella italiana sono sicuramente dei fattori che pesano in una decisione così importante.

Vantaggi fiscali per i pensionati italiani in Portogallo

Il governo portoghese ha introdotto un regime fiscale piuttosto vantaggioso per i pensionati stranieri che decidono di trasferirsi in terra lusitana. Questo regime fiscale prevede un’aliquota del 10% sulle pensioni dei residenti stranieri. Per beneficiare di quest’aliquota agevolata bisogna ottenere lo status di “residente non abituale” (NHR).

In base alla legge attuale, l’agevolazione fiscale per i pensionati stranieri che hanno ottenuto la residenza non abituale vale per un massimo di 10 anni.

Questa legge venne introdotta nel 2009 e, fino al 2020, prevedeva la totale esenzione fiscale per le pensioni estere. Tuttavia, nel 2020 il governo ha modificato la legge introducendo un’aliquota del 10% sulle pensioni estere. Va notato che la nuova regola vale solo per i nuovi residenti, mentre chi ha ottenuto la residenza non abituale prima del 6 febbraio 2020 continuerà a beneficiare della totale esenzione fiscale.

Nei prossimi paragrafi vedremo quali sono i passaggi principali per trasformare questo sogno in realtà, tra cui:

  • Ottenere la residenza non abituale (NHR) in Portogallo;
  • Ottenere l’esenzione dal fisco italiano;
  • Incassare l’assegno pensionistico all’estero.

Non tutti i pensionati possono usufruire di questi vantaggi

Prima di procedere con i dettagli è bene fare un importante chiarimento: la normativa portoghese prevede un’aliquota del 10% sulle pensioni private dei residenti stranieri. Con il termine “pensioni private” si intendono le pensioni derivanti da impieghi in aziende non statali.

Tuttavia, le pensioni derivanti da lavori pubblici (insegnamento, polizia, enti locali, esercito, etc.) non beneficiano di questi vantaggi e restano tassabili dal fisco italiano.

Come ottenere la residenza non abituale (NHR) in Portogallo?

Nel 2009, il governo portoghese ha introdotto il concetto di residenza non abituale per attrarre residenti stranieri di “alto valore”. Questa normativa è valida non solo per i pensionati, ma anche per lavoratori dipendenti ed imprenditori. In cambio di trasferirsi in Portogallo, questi soggetti ottengono dei vantaggi fiscali. In questo articolo ci concentriamo esclusivamente sui vantaggi che beneficiano i pensionati.

Per ottenere la residenza non abituale in Portogallo bisogna soddisfare due condizioni:

  • Non essere stati fiscalmente residenti in Portogallo nei cinque anni precedenti la richiesta;
  • Essere residenti fiscali in Portogallo, cioè:
      • Avere soggiornato in Portogallo per più di 183 giorni (non per forza consecutivi) in un periodo che ha inizio o fine nell’anno in cui viene fatta la richiesta, oppure
      • Avere ottenuto – negli ultimi 12 mesi – un’abitazione che faccia presupporre che vi sia l’intenzione a mantenerla come residenza personale.

Una volta ottenuta, la residenza non abituale vale per un periodo massimo di dieci anni non prorogabili.

Come ottenere l’esenzione dal fisco italiano?

Ottenere la residenza non abituale in Portogallo non basta per avere l’esenzione dal fisco italiano. Questo è un punto di fondamentale importanza per evitare che la propria pensione venga tassata in entrambi i paesi.

In primis, per ottenere l’esenzione dal fisco italiano bisogna essere riconosciuti come residenti fiscalmente all’estero. Per far si che ciò accada, devono sussistere tutte e tre le condizioni seguenti:

  • Non essere stati iscritti all’anagrafe delle persone residenti in Italia per più di 183 giorni (184 negli anni bisestili) durante l’anno, con contestuale iscrizione all’AIRE (Anagrafe Italiani residenti all’estero);
  • Non avere avuto il domicilio in Italia per più di 183 giorni durante l’anno;
  • Non aver avuto dimora abituale in Italia per più di 183 giorni durante l’anno.

Una volta ottenuto lo status di residenti all’estero dal fisco italiano, si può fare la domanda di esenzione in modo da non dover pagare le tasse anche in Italia.

L’Italia ha siglato accordi con molti paesi per evitare la doppia tassazione dei redditi. In pratica, questi accordi stabiliscono che le pensioni dei lavoratori privati vengano tassate solamente nel paese di residenza fiscale del soggetto.

Per ottenere l’esenzione, il pensionato dovrà compilare un apposito modulo INPS, ricevere l’attestazione da parte dell’autorità fiscale dello stato di residenza (in questo caso il Portogallo) ed inviare la copia originale alla sede INPS che eroga la pensione.

Come incassare la pensione all’estero?

L’INPS permette ai pensionati che si trasferiscono in qualsiasi nazione dell’Unione Europea di richiedere il pagamento della pensione in tre modi:

  • nel paese estero di residenza, con accredito su conto corrente bancario o allo sportello. Se viene richiesto di effettuare il pagamento tramite bonifico bancario, devono essere resi noti i codici IBAN e BIC del conto corrente;
  • in un paese estero diverso da quello di residenza, tramite accredito su conto corrente bancario;
  • in Italia, con accredito su conto corrente bancario o allo sportello tramite delegato.

I pagamenti sono eseguiti solitamente con cadenza mensile, il primo giorno del mese. Il servizio di pagamento delle pensioni all’estero è affidato a Citibank, la quale mette a disposizione un servizio di assistenza dedicato.

Come vengono tassati eventuali altri redditi dei residenti non abituali?

Un altro vantaggio di avere la residenza non abituale in Portogallo consiste nell’esenzione fiscale per dieci anni consecutivi per la maggior parte dei redditi esteri. La condizione della normativa è che questi redditi debbano poter essere tassati nel paese d’origine, in base all’accordo fiscale tra i paesi.

Ciò significa che i pensionati stranieri possono ricevere completamente esentasse redditi derivanti da locazioni, interessi e dividendi, a condizione che questi redditi non vengano generati in Portogallo.

Le plusvalenze realizzate su azioni detenute in Italia fanno eccezione, in quanto non sono tassabili in Italia se pagate a residenti in Portogallo. Queste eventuali plusvalenze vengono considerate redditi di origine portoghese e vengono tassate come tali.

Sistema sanitario portoghese per pensionati italiani

Il Portogallo ha un servizio sanitario nazionale pubblico (SNS) simile a quello italiano. Questo servizio è disponibile per tutti i residenti del paese, inclusi gli stranieri che abbiano ottenuto lo status di residenza non abituale. Tra i principali servizi coperti dalla sanità pubblica ci sono visite dal medico di base, visite specialistiche con ricetta del medico, trattamenti di emergenza e farmaci.

Così come succede anche in Italia, molti cittadini portoghesi sottoscrivono polizze assicurative sanitarie private per complementare il servizio sanitario pubblico. In questo modo si ottiene una copertura più completa, tempi di attesa minori e l’accesso alle cliniche private.

Calcolatore pensione netta: Italia vs Portogallo

Abbiamo visto che il regime fiscale per i pensionati stranieri in Portogallo è molto vantaggioso. Per capire effettivamente quanto si può risparmiare, abbiamo creato un calcolatore che confronta la pensione netta che riceveresti in Italia con quella che riceveresti in Portogallo.

Il sistema fiscale italiano si basa sul concetto di tassazione progressiva a scaglioni. In altre parole, l’aliquota fiscale cresce all’aumentare della base imponibile. Al contrario, l’aliquota che pagheresti in Portogallo è invece fissa al 10%.

Il calcolo è approssimato e non tiene conto di eventuali addizionali e detrazioni fiscali.

Altri paesi dove conviene andare in pensione

Oltre al Portogallo, tra le mete preferite dai pensionati italiani che decidono di trascorrere la loro terza età lontano da casa ci sono Cipro, Malta, Spagna, Romania, Bulgaria e Croazia.

Iniziare una nuova pagina della propria vita in un paese straniero non è mai facile, soprattutto quando non si è più giovanissimi. Per questo motivo, se stai considerando di trasferirti all’estero ti invitiamo a considerare non solo i benefici fiscali, ma anche la lingua, l’esperienza di altri italiani che vivono già lì, i collegamenti aerei per tornare a casa, il servizio sanitario, il clima e la presenza di una comunità di italiani nei dintorni.